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394 letture - Roma, Italia. 17 febbraio 2012. "Indipendenza nazionale - Dipendenza universale" di Xhovalin Delia, curatore della mostra collettiva degli artisti albanesi al Museo della civiltà romana
Come spesso accade nel micro e nel macro mondo, nelle scienze e nell’arte, fase preparatorie fatte di piccoli passi avanti dalle grandi o piccole nazioni sono la necessaria premessa delle “svolte” successive.
Il 28 novembre 1912, fu la punta di svolta per la nostra indipendenza e per la storia dell’Albania.
Per definizione l’Indipendenza è la situazione in cui un paese non è sottomesso all’autorità di un altro paese. Oggi, nel 2012 l’indipendenza per gli albanesi è una realtà, Repubblica dell’Albania compie 100 anni indipendente. Questa realtà, grazie alla saggezza, alla resistenza, alla densa e intensa identità albanese e il sangue dei nostri antenati, e dall’altra parte grazie alle regole dell’armonia mondiale e della legge universale. Un miracolo?!?
“L’uomo ragionevole si adatta al mondo quello irragionevole s’intestardisce a cercare di adattare il mondo a sé. Per questo tutti i progressi sono opera dell’uomo irragionevole” – risponderebbe G.B.Shaw.
Partendo dal presupposto possibile della sovrapposizione tra scala planetaria e l’arte in generale, pur essendo anniversario della nostra indipendenza, di cui si dedica l’evento, l’orientamento artistica non è stata solo l’indipendenza nazionale della provenienza, ma soprattutto la nostra integrazione e convivenza civile con i “nativi” della rimanenza. È ovvio che è stato la voce della nostra terra che ci ha richiamato ed inspirato per questa performance artistica dedicato a punto l’anniversario dell’indipendenza nazionale, ma quella che ci spinge oltre, ad avvicinarsi ad un'altra dimensione non esplicitamente percepibile, è la nostra dipendenza, non dipendenza nazionale, né internazionale ma quella universale, la convivenza con i nostri con planetari. A questa regola sacra invisibile ma presente fisicamente intorno a noi, tutti dobbiamo esservi consapevolmente sottomessi. Non conoscenza e non consapevolezza di questo fatto non ci rende affatto “indipendenti”, anzi.
Questo modo di osservare e ragionare, in apparenza un po’ bizzarro, più irrazionale che razionale, per gli artisti è un modo naturale di vivere, creare e di proporre, dopo un percorso fisico nel mondo reale e grazie alla convivenza sofferente e felice sia con quella virtuale. E più originale diventa per gli artisti senza passaporto e carta di identità . Proprio “l’universale”, cioè la magia dell’arte, insediato e incarnato nel artista sarebbe l’energia che ci mette gli ali e ci permette di volare nello spazio libero, oltre delle frontiere nazionali, li dove ogni essere libero ha il diritto naturale di vivere e prosperare, ovviamente “con il permesso di soggiorno”. Questa non è una surreale fantasia d’artista ma l’armonia reale dell’universo, vissuta ed interpretata nelle diverse opere d’arte, figurativo, astratto e concettuale che saranno esposte nella mostra multimedia intitolata “indipendenza nazionale & dipendenza universale”. Gioco di parole?
Cosa sarebbe l’indipendenza di un elemento, dell’uomo o di una nazione se non le loro relazioni, dipendenza o meglio la sottomissione all’armonia universale? Proprio quest’ultima ci fa sentire liberi e indipendenti specialmente i volatili artisti “senza patria” o meglio “i cittadini del mondo”. Essere in possesso di questo dimensione non facilmente percepibile, è un privilegio ma non solo degli artisti, anzi, tutti quanti dobbiamo sforzarsi ad osservarlo, capirlo e stare al gioco d’armonia perche ognuno di noi, nel posto giusto e tempo determinato tocca a fare la sua parte nella questa magica orchestra universale: quanto più sapienti e consapevoli per l’armonia naturale che ci circonda ci saremo, tanto più liberi e indipendenti dalla pazzia umana vivremo. Proprio questo concetto è stato il filo conduttore artistico filosofico della mostra multimediale degli eccellenti artisti albanesi Alket Islami, Alfred Mirashi (Milot), Agim Sulaj, Albert Dedja, Agim Hajzëri, Anila Shapalaku, Frederik Ivanaj, Armand Xhomo, Orenada Dhimitri, Anila Zajmi-Katanolli, Parlind Prelashi, Gëzim Mehmeti, Anila N. Zajmi, Alban Berberi, Anxhela Hoxhalli e Lori Lako, Xhovalin Delia, , tutti quanti “figli delle aquile del paese di fronte”, che verrà inaugurata il 17 Febbraio 2012, alle 16.00 nelle bellissime sale del Museo della civiltà romana a Roma. Pur essendo esposti nel cuore del gigante museo della civiltà romana, nelle prestigiose sale di stile architettoniche autoritaria dell’edificio che ospiterà la mostra, non sarà difficile riconoscere l’originalità, il temperamento, la sensibilità, i colori, il concetto civile e artistico della provenienza e della convivenza, quello che degli artisti albanesi hanno portato dalla loro terra e quello che hanno scoperto nella civiltà Occidentale. Uno sforzo razionale di adattare il mondo a sé, o pure il destino del uomo irrazionale? Un grande passo ragionevole di una piccola nazione avanti, come una premessa delle “svolte” successive che verranno, - sarebbe una delle risposte che i visitatori troveranno nella mostra “indipendenza e dipendenza” .
curatore della mostra
Xhovalin Delia
Pittore – regista - scrittore
www.xhovalindelia.it
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