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533 letture - Bologna, Italia. 20 luglio 2012. La sera del 20 luglio 2012, nella magica ed incantevole atmosfera del Chiostro del Convento Patriarcale
di San Domenico, “Teatro Poesia “ ha messo in scena la rappresentazione teatrale “La canzone del paradiso” di Giovanni Pascoli con la regia di Silvana Strocchi.
Per le opportunità offerte dall’ambiente fuori e dentro della Basilica, (una delle più importanti di Bologna, sede principale dell’ordine Domenicano) la rappresentazione teatrale era progettata come itinerante ed è iniziata in piazza San Domenico, vicino alla tomba del glossatore Rolandino dè Passeggeri, per poi proseguire dentro la chiesa e quindi al chiostro del Convento Patriarcale di San Domenico.
La realizzazione di questa rappresentazione teatrale nasce da un’idea di Massimo Castoldi, curatore del libro “Giovanni Pascoli. La canzone di re Enzio” ( Bologna, Pàtron Editore, 2005)
“La canzone del Paradiso” di Pascoli, pubblicata nel 1909 da Zanichelli viene considerata la canzone della libertà intesa a un tempo come fine della servitù della gleba e come percorso interiore di piena acquisizione del proprio libero arbitrio, analogo a quello compiuto da Dante nel Purgatorio.
Libertà è il filo conduttore di tutta la storia, nella quale si intreccia la leggenda della storia d’amore tra Enzo e Lucia da Viadagola, detta Fior d’uliva, con l’evento storico di Liber Paradìsus. (Liber Paradìsus è il codice membranaceo ancora oggi conservato nell’Archivio di Stato dove sono scritti i nomi si 5682 servi della gleba al quale il Comune di Bologna concede la libertà con uno storico decreto, pagandone il riscatto con denaro pubblico).
Fior d’uliva, la schiava liberata, che dona il suo amore al re prigioniero (nella recente interpretazione di Massimo Castoldi) divenne una figura complessa di redenzione, emblematica rappresentazione dell’arte e della poesia.
Proprio questo personaggio, Lucia detta Fior d’uliva, tanto definito e tanto complesso nello stesso tempo, era stato affidato all’attrice Sonila Kaceli che ha incantato il pubblico con la sua interpretazione, con la sua voce e la sua bellezza offrendo così a chi conosceva l’opera pascoliana e la leggenda della storia d’amore fra re Enzio, figlio del Federico II e la schiava Lucia, un’altra chiave di lettura della storia attraverso le composizioni vocali originali realizzate da lei stessa. In altre parole, Sonila Kaceli è stata dominante in tutta la rappresentazione, senza tuttavia nulla voler togliere agli altri bravissimi interpreti come Nicola Fabbri (Re Ezio), Renzo Morselli (Rolandino de’ Passeggeri), Saverio Mazzoni (Manfredi da Marengo), Silvana Strocchi, Monia Fucci, Valentina Palmieri ed Angelo Schiavi (narratori) e Mirco Mungari (musica).
Mai prima il Chiostro di San Domenico ha avuto una serata di evocazioni storiche attraverso voci, canti, fiori e bellezze accompagnate dagli applausi spontanei del pubblico che, al termine dello spettacolo, ha avuto un’altra occasione per rimanere sotto uno dei portici del Chiostro per seguire con altrettanto interesse l’intervista “impossibile” a Giovanni Pascoli, condotta da Chiara Sirk con Massimo Castoldi, che ha segnato la conclusione della serata alle prime luci dell’alba del 21 luglio.
La rappresentazione “La canzone del paradiso” di Giovanni Pascoli da parte del Teatro Poesia è stato realizzata con il patrocinio del Comune di Bologna, Regione Emilia Romagna, Accademia Pascoliana, Alliance Francaise Bologna, Istituto di Cultura germanica, Circolo artistico di Bologna iterarte.
di Albana Temali ( testo e foto)
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